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Incidente British Petroleum: un caso di mancato risk management

             Altra storia importante è quella di British Petroleum, ben nota società del Regno Unito operante nel settore energetico e soprattutto del petrolio e del gas naturale, settori in cui è uno dei maggiori operatori a livello mondiale. Qualche anno fa, BP aveva effettuato due importanti comunicazioni in tema di gestione del rischio in linea con la scelta di rilanciare le attività di esplorazione in mare aperto. La prima era che esistevano probabilità estremamente basse che si potesse verificare una fuoriuscita massiccia di petrolio in questo genere di perforazioni. La seconda era che, se anche ci fosse stato un evento del genere, la società sarebbe stata preparata a gestirlo in modo da limitare al minimo i danni.

La storia nel 2010 smentisce la società, sia per la prima sia per la seconda comunicazione. Il 20 Aprile 2010 una falla alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon situata al largo della Lousiana, causa la fuoriuscita di greggio, riversando in oceano milioni di litri di oro nero. Nell'incidente persero la vita undici persone. Due giorni dopo l'incidente, la piattaforma si rovescia, affondando e depositandosi sul fondale, profondo 400 metri, a circa mezzo chilometro da dove era localizzato il pozzo.

Il 7 maggio BP tenta col progetto Top Kill di arginare la falla utilizzando una cupola di cemenento e acciaio dal peso di 100 tonnellate senza però grandi margini di successo. L'entità della perdita venne stimata dai 35000 ai 60000 barili di idrocarburi al giorno.  La perdita di vite umane, danni ambientali, danni reputazionali, costi diretti e danni indiretti sono stati solo in parte stimati.

Cosa impariamo da questa storia e da quella di Lehman Brothers: il rischio è sempre esistito nell'attività di impresa ma nei tempi più recenti ha assunto una importanza sempre più rilevante andando via via sempre più a integrarsi nei modelli di business. L'avversione al rischio, insita nella natura umana, però, non può lasciare margini di errore così grandi o almeno non possedere coperture margini in caso di insuccesso.


Fonte: ''Risk Management'' del Prof. Marco Giorgino

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